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Morfologicamente il territorio yemenita è quanto di più
articolato e vario esista sul tavolato della penisola arabica.
Dall'ampio deserto dell'ar-Ruba' al-Khali, scendendo più a
sud ovest si incontra la catena montuosa che taglia da occidente ad
oriente tutto il territorio yemenita in cui più di una vetta
supera i tremila metri.
Avvicinandosi al mare i monti rapidamente scompaiono sostituiti da
una fascia costiera piatta tipicamente tropicale dove, a ridosso dei
corsi d'acqua dolce, si trovano piantagioni di banane, datteri ed
altri frutti dei climi temperati.
Essa si stende da nord a sud e da ovest a est lungo tutta la costa
yemenita, al largo della quale sul lato del Mar Rosso, si trovano
sparpagliati alcuni arcipelaghi di rara bellezza come, quello delle
Kamaran e quello delle Hanish. Discorso a parte per Socotra la più
grande delle isole del Mare Arabico, che si trova a circa trecentocinquanta
chilometri a sud in pieno Oceano Indiano e fa parte del governatorato
di Aden. |
Abitata da quasi trentamila anime l'isola, orlata
da spiagge bianchissime e ricca di diverse specie di piante rare e
di uccelli è stata inserita recentemente nel progetto di protezione
dell'UNESCO come "Riserva dell'uomo e della Biosfera". Sebbene
oggi sia caduto il divieto di accesso all'isola, di fatto non è
semplice raggiungerla in quanto i collegamenti e soprattutto la ricezione
sono tutt'ora pressocchè inesistenti.
Occorre quindi organizzare un viaggio assolutamente "su misura"
per visitarla. Sanaa, poi, la capitale, il sogno dell'antico Oriente
nell'immaginario collettivo, diventa realtà quando si raggiunge
la parte vecchia: la medina. Le case a più piani costruite
con mattoni di argilla rosata abbellite da finestre d'alabastro e
da decorazioni di creta chiara simili a merletti sono assolutamente
da vedere. Il richiamo del muezzin alla preghiera dall'alto dei minareti
risuona tra il dedalo di stretti vicoli dove minuscole botteghe di
artigiani vestiti del caratteristico "futa" contrattano
animatamente i loro manufatti.
Qui si può acquistare praticamente di tutto: splendidi gioielli
in argento massiccio, monete antiche, tra cui il famoso tallero di
Maria Teresa d'Austria, tessuti preziosi, fragrante incenso e spezie,
i tipici "jambiya", i caratteristici pugnali ricurvi i che
tutti i maschi yemeniti indossano fieramente dal momento della maggiore
età. Contrastano con gli squillanti colori dell'ambiente i
lunghi abiti neri delle donne velate fino agli occhi. Solo di alcune
è possibile intravvedere le mani dipinte con l'hennè,
pochè la maggior parte di loro porta guanti rigidamente neri
ed il viso è coperto dall'abaya. Il periodo migliore per visitare
lo Yemen è generalmente quello compreso tra Ottobre a Giugno.
A causa però delle differenze climatiche che variano moltissimo
da regione a regione è bene informarsi specificando dove si
vuole andare a far visita. Le piogge iniziano a cadere generalmente
a Marzo col giungere dei piccoli monsoni e durano fino ad Aprile;
un breve intervallo con le temperature che sulla costa meridionale
superano i 40°C, e poi riprendono nuovamente a Luglio con l'arrivo
dei grandi monsoni e persistono fino a Settembre. Con una temperatura
marina che oscilla tra i 26°C ed i 29°C, lo sviluppo della
subacquea in Yemen sta iniziando a muovere i primi passi.
Esiste già qualche piccolo centro di immersioni attrezzato,
come ad esempio quello di Mukalla e, attualmente una sola barche da
crociera adibita al trasporto di sub che solitamente fanno rotta tra
gli arcipelaghi del Mar Rosso. Essi possono fornire oltre naturalmente
a bombole (dodici, quindici litri in acciaio biattacco) e zavorra,
anche attrezzature a noleggio, delle quali però è bene
specificare modello o taglia all'atto della prenotazione del viaggio.
Prima di scendere sott'acqua sui i fondali yemeniti, sia che ci si
trovi in Mar Rosso oppure in Mar Arabico, è bene sapere che
l'ambiente sottomarino non ha le stesse caratteristiche dell'Egitto
o del Sudan. La situazione è completamente diversa a causa
della diversa geologia, delle correnti, dello sviluppo della costa,
della salinità, della temperatura. Immaginarsi di trovare l'identico
ambiente corallino solo perché il mare che bagna la costa occidentale
si chiama Mar Rosso come quello che lambisce la penisola del Sinai,
è quanto mai errato. In Yemen la trasparenza dell'acqua è
molto influenzata dalla marea che, sottocosta, tende facilmente ad
intorbidirla.
Questo perché la caduta delle pareti, arricchite nei primi
metri di formazioni madreporiche, scema rapidamente, sostituita da
fondali con una inclinazione molto più dolce e soprattutto
sabbiosi. Difficilmente qui i fotografi subacquei riesciranno ad ottenere
quelle immagini con grandangolari dove il blu intenso fa da corona
a soggetti e composizioni, ma l'ambiente è pur sempre interessante.
I fondali infatti sono ricchissimi di pesce di barriera, forse anche
più di luoghi maggiormente blasonati, mancano i forti cromatismi
sessili, ma in cambio ci sono accattivanti livree di nuove specie
di pesci.Si trovano inoltre ampie ramificazioni di corallo nero alte
anche un paio di metri. Spesso tra quei rami su cui pare essere caduta
la neve,trovano rifugio pesci istrice e trombetta, mentre alla base
non di rado si aggirano pesci scatola e scorpione.
E poi ancora una notevole quantità di murene, tante che per
ogni immersione è facile contare almeno tre o quattro specie
differenti tra loro; polpi, razze maculate e seppie tanto grandi che
i locali le chiamano calamari.
Naturalmente non mancano i soggetti da macro rappresentati da gamberetti,
nudibranchi e coloratissimi blennidi che mettono solo fuori il muso
dalle loro tane.La crociera è forse il modo migliore per conoscere
i selvaggi arcipelaghi, spesso di origine vulcanica, delle Kamaran,
delle Zubayr e delle Hanish. Di queste solo la grande Kamaran è
abitata da pescatori, il paese Kamaramè sorge al centro di
un'ansa naturale dove sul punto più alto si possono visitare
i resti di una fortificazione.
Questi arcipelaghi, composti da una infinità di microisole,scogli
e reef affioranti, totalmente deserti,offrono ai sub l'opportunità
di immergersi in zone completamente inesplorate aperte a qualsiasi
sorpresa, sia che si scenda lungo parete o su plateau al largo.Rifugi
tranquilli e sicuri in cui è facile imbattersi in tartarughe,cernie
e qualche squalo pinna bianca;mentre in acqua libera non è
escluso l'incontro con mante, barracuda, carangidi e dentici. Anche
sulle isole gli incontri sono davvero interessanti.
Due emozioni da non perdere: la piccola isola di Al-Badi nelle Kamaran,
che ospita colonie di fenicotteri rosa, pellicani, aironi golia ed
una infinità di altra avifauna,e scendere a terra alle Zubayr
dove nel silenzio assoluto i coni di lava nera raccolgono il richiamo
dei piccoli di sule, e fare una nuotata nelle piscine naturali scavate
dal tempo nel magma solidificato. Nel complesso si può asserire
che una vacanza in Yemen può conciliare perfettamente la voglia
di scendere in immersione,con l'interesse a visitare un Paese che
offre molto al visitatore, sia dal punto di vista della natura che
da quello antropico e culturale.
Lo Yemen si affaccia con le sue coste sul mar Rosso meridionale e
confina a nord con l'Arabia Saudita (con un confine incerto e segnato
in modo diverso nelle varie cartografie) ed a est con l'Oman. Uno
stretto braccio di mar Rosso lo separa dall'Eritrea, da Gibuti e dalla
Somalia.
La zona costiera (Tihamah), formata da una fascia larga da 20 a 50
km di sabbie coralligene vicino al Mar Rosso e fluviali più
allinterno, si eleva fino a 200 m s.m. mutandosi poi in zona
ghiaiosa pedemontana che raggiunge gli 800 m; in questa regione i
corsi dacqua hanno regime di uadi.
La zona dellaltopiano (Serah) si eleva dai 1700 m fino ai 3500
m e poi degrada verso est dove si perde nel deserto. |
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