Venezuela/intro Destinazione
Venezuela è una terra di forti contrasti naturali. Un cocktail esplosivo di colori fanno del blu del mare caraibico, del tortuoso Orinoco, delle vertiginose cascate, delle Ande innevate, un luogo dalle molte attrazioni.
Ha ricchi giacimenti di petrolio, grandi famiglie miliardarie ma una popolazione alquanto povera ed è anche uno dei paesi più indebitati del pianeta. Oltre un migliaio di fiumi attraversano il Venezuela, il quale ospita anche la cascata più alta del mondo: Salto Angel con un dislivello di quasi mille metri.
Ad una flora spettacolare si contrappone una fauna certamente non da meno. Tra i mammiferi una volta era il giaguaro a dettare legge, oggi si deve accontentare di aver evitato l’estinzione; poi troviamo puma, ocelot, armadilli, bradipi e capibara, il roditore più grande del mondo.
Ad essi si affianca la categoria degli uccelli, presenti in una quantità di specie pari a quelle possedute da Europa e America del Nord insieme. Di quanto sia sensibile l’animo del venezuelano verso la protezione ed il rispetto del suo territorio lo lascia intendere la quantità di riserve e parchi che sono state istituite da 1937 ad oggi, in totale oltre quaranta Parchi Nazionali, più una ventina di riserve che essi identificano come “monumentos naturales”.
Persino un uccello è stato eletto simbolo nazionale: si tratta del “turpial” dal magnifico pimaggio bianco e nero. Lungo la fascia costiera in Venezuela non fa mai freddo. Le due stagioni dominanti, il “verano” che va da dicembre a maggio è la stagione secca, e l’invierno” che porta piogge e dura da giugno a novembre: la temperatura raggiungere spesso i 38°C.

Le coste sono lambite dalle acque del Mar dei Caraibi, e presentano caratteristiche alquanto difformi tra di loro. Di fronte a Caracas, la capitale, ad una distanza di circa ottanta miglia si trova un arcipelago formato da circa trecento isole, tutte orlate di candidi e finissimi arenili e reef semisommersi, dove il mare, come in una enorme piscina naturale mostra tutta la tavolozza delle tonalità del blu e del turchese. Si tratta dell’arcipelago di Los Roques, primo Parco Marino Nazionale istituito nel Mar dei Caraibi.
Qui la temperatura terrestre per tutto l’anno è compresa tra i 25 ed i 31°C; mentre quella marina varia tra i 26 ed i 30°C. Gran Roque, la capitale, è l’unica isola abitata: ospita l’aeroporto ed un paesino da fiaba formato dalle antiche piccole case dei pescatori dai tipici colori caraibici: le posade. L’atmosfera che vi regna è quella d’altri tempi, senza orari, senza pensieri, un’isola “antistress”. Ci si può persino dimenticare scarpe o sandali dal momento che le strade sono di sabbia e non esistono auto.
E’ il posto da sogno di chi ama il mare, la natura, la tranquillità; il posto dove ogni giorno si può approdare su una diversa isola deserta. Le serate si trascorrono sulla spiaggia o a bordo di una comoda imbarcazione da crociera, contemplando in silenzio le grandi stellate, oppure chiacchierando in un bar, o davanti ad un grigliata di pesce e aragoste (nella stagione consentita) preparata sulla spiaggia dai pescatori locali, il tutto naturalmente sorseggiando una aguardiente oppure un “trago de ron” (un bicchierino di rum). Già da qualche tempo le Los Roques sono state inserite negli itinerari subacquei, pur non essendo, a parere nostro una meta da sub a “360 gradi”.

Los Roques con i suoi fondali trasparenti e la bellezza delle isole rimane un piccolo eden per pochi, uno degli ultimi rimasti non raggiunti e massificati dal fax e dal telefonino. Sulle pareti delle isole si alternano zone di corallo a vere e proprie distese di alghe presenti soprattutto nei bassi fondali dove la luce che giunge è più forte. E’ questo un mondo interessantissimo in quanto tra i fili di vegetazione marina si muovono e si nascondono una quantità incredibile di pesci colorati. E’ anche il regno di molluschi tra cui la la chiocciola di mare conosciuta come "queen-conch", dalla conchiglia color roseo.
Un tempo raccolta per costruire arcaici utensili domestici, utilizzata in cerimonie religiose e venduta come souvenir, in questi ultimi anni ne è stata bandita la raccolta al pari della caccia alle tartarughe che qui vengono raccolte e protette in un centro attrezzato per lo studio di tutto cio che le riguarda.
Generalmente in funzione della profondità tre differenti tipi di fondale si incontrano a Los Roques: il primo entro i primi 7-8 metri è un bassofondo sabbioso che si alterna a formazioni coralline ricche di piccoli ma attivi organismi marini, oltre a stelle, ricci diadema, granchi; tra gli 8 ed i 15 metri, la barriera prende corpo ravvivando l’ambiente con colori e fauna tipica del reef quali piccole gorgonie e spugne e granchi; infine la terza fascia, quella che va dai 15 ai 40 metri, esprime la ricchezza dei fondali di Los Roques.

Qui vivono grandi spugne tra le quali si muove un vivace mondo sottomarino. Ogni piccola parte di parete a declivio è colonizzata da organismi incrostanti, tra le acque si aggirano barracuda e mante, in prossimità di cunicoli non è raro l’incontro con squali nutrice, nelle zone sabbiose o sotto le madrepore ci sono razze e tartarughe e poi pesci angelo e pappagalli e polpi. Le crociere che offriamo in queste splendide isole sono effettuate a bordo di imbarcazioni dotate di ogni comfort. Questo naturalmente è il miglior modo per godersi l’arcipelago delle Los Roques. Una settimana di crociera infatti consente di raggiungere località lontane dall’isola principale, altrimenti non raggiungibili.


 

webwork by netcowork