Madagascar Isola di Ankazoberavina |
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| 23 aprile 2011 | |
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Nature Sauvage Eco Resort
Vi invitiamo ad unirvi a noi per questa esaltante esperienza subacquea nelle acque inesplorate del Madagascar e più precisamente sull' Isola di Ankazoberavina Coste verdi di vegetazione, alte sul mare e il disegno di isole lontane si stagliano disordinatamente sull’orizzonte attorno alla barca che corre veloce su un mare calmissimo, e nelle prime, tenui luci del giorno sembrano quasi gli elementi di un paesaggio mediterraneo. Poi, con il sorgere del sole, quasi immediatamente, tutto appare più vivido, le distanze si accorciano, ed ecco delinearsi il profilo di spiagge candide, lunghissime, incastonate tra promontori rocciosi e incorniciate da lunghi palmizi, e attorno si materializzano una, due, tre piroghe a bilanciare con una grande vela. Tutto lo scenario che ci circonda si trasforma in tropicale e si trova in una delle aree più remote e vergini, abitate solo da piccoli gruppi di pescatori, ed è composta di tre isolotti disabitati, distanti un miglio l’uno dall’altro. Il più grande, Ankazoberavina di 14 ettari, era anche considerato dagli indigeni un santuario, con un albero sacro e una roccia sacra, assieme all’altro più piccolo, Antsoha, di 2 ettari. Il terzo, Ankivonji, un grande e bellissimo faraglione. Lo scenario è costituito da rocce vulcaniche, alte sul mare, sono tutti e tre quasi completamente ricoperti da una foresta tropicale assolutamente vergine, costituita da alberi secolari, e infatti Ankazoberavina significa “albero dalle grandi foglie”, e in così poco spazio è incredibile la concentrazione di piante, tra cui alberi di tamarindo, mango, papaya, banane, palme del viaggiatore, e di fiori come numerose varietà d’orchidea. Varie specie di uccelli trovano rifugio nel verde, tra cui una famiglia di rarissime aquile di mare.
Una nutrita e docile famiglia di lemuri considera l’uomo un simpatico compagno con cui dividere gli spazi.
Nei due versanti est e ovest dell’isola più grande si aprono due spiagge di sabbia e ciottoli, mentre un intero lato della più piccola isoletta di Antsoha, è occupato da un’ incantevole duna di sabbia bianca corallina, bagnata da un mare impalpabile e incastonata dal verde della foresta, che arriva quasi sull’acqua. Il ritmico alternarsi delle maree, che in quest’area del Madagascar arriva all’incredibile escursione di 4 metri nella stessa giornata, allarga e restringe straordinariamente gli spazi emersi, scoprendo e ricoprendo lingue di sabbia e rocce.
Il Resort è composto di solo otto bungalow in legno e materiali locali, un r istorante con spazi comuni e le strutture essenziali, il tutto con la formula del “villaggio ecologico” sotto il marchio Nature Sauvage, nel pieno rispetto della natura, evitando ogni forma di inquinamento, ed evitando l’uso di illuminazione elettrica nell’esterno dei bungalow, sostituita per gli spostamenti notturni, da torce a mano, per non disorientare le tartarughe marine che proprio a pochi metri, davanti la spiaggia del Resort, vanno a deporre le uova. Ultimamente erano attivi ben 14 nidi. Tutta la zona marina che circonda le isole fino a 500 metri, è area protetta e quindi interdetta alla pesca, e i risultati in pochissimi anni sono stati davvero incoraggianti.
Il mare immediatamente confinante con questi tre isolotti è ricchissimo di ogni specie di pesce di barriera e di passo, ed in particolare nella spiaggia normalmente utilizzata per lo sbarco, durante l’alta marea, in non più di un metro d’acqua, si può effettuare lo snorkeling tra almeno due o tre grosse tartarughe che vengono a brucare sul fondo. In tutta la zona, scegliendo il periodo giusto, si può sperare di incontrare le megattere, da giugno a settembre, mentre da ottobre a gennaio è facile l’incontro con squali balena e grosse mante. Durante l'inverno australe (Luglio, Agosto e Settembre) le megattere, Megaptera novaeangliae, giungono a centinaia dalle acque del Polo Sud in Madagascar, dove nascono, si accoppiano e restano per svezzare i piccoli prima di tornare nelle acque fredde. Si tratta di cetacei lunghi 15-18 metri dotati di lunghe pinne pettorali, caratteristiche rispetto ad altre specie, e un carattere socievole che manifestano con salti spetta colari. Nel nostro centro organizziamo escursioni giornaliere di "whale watching": usciamo in barca, avvistiamo e avviciniamo i gruppi di balene, in genere alcune femmine con i loro piccoli, senza disturbarli. Li sorpassiamo e a 100 metri da loro fermiamo i motori. A questo punto ci vengono incontro incuriosite, passandoci accanto e dandoci la possibilità di osservarle e fotografarle da vicino. Con un po’ di fortuna, riusciamo anche ad ascoltarne il “canto”, con il quale comunicano a grande distanza, e ad immergerci con loro per osservarle sott'acqua e fotografarle. Quando un gruppo si allontana, ripartiamo a cercarne altri per avvicinarli e proseguire l’incanto... |
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