Vi invitiamo ad unirvi a noi per questa esaltante esperienza subacquea nelle acque inesplorate del Madagascar e più precisamente sull' Isola di Ankazoberavina
Coste verdi
di vegetazione, alte sul mare e il disegno di isole lontane si stagliano disordinatamente
sull’orizzonte attorno alla barca che corre veloce su un mare calmissimo, e
nelle prime, tenui luci del giorno sembrano quasi gli elementi di un paesaggio
mediterraneo. Poi, con il sorgere del sole, quasi immediatamente, tutto appare
più vivido, le distanze si accorciano, ed ecco delinearsi il profilo di
spiagge
candide, lunghissime, incastonate tra promontori rocciosi e incorniciate da
lunghi palmizi, e attorno si materializzano una, due, tre piroghe a bilanciare
con una grande vela.
Tutto lo scenario che ci circonda si trasforma in
tropicale e si trova in una delle aree più remote e vergini, abitate solo da
piccoli gruppi di pescatori, ed è composta di tre isolotti disabitati, distanti
un miglio l’uno dall’altro. Il più grande, Ankazoberavina di 14 ettari, era
anche considerato dagli indigeni un santuario, con un albero sacro e una roccia
sacra, assieme all’altro più piccolo, Antsoha, di 2 ettari. Il terzo,
Ankivonji, un grande e bellissimo faraglione.
Lo scenario è costituito da rocce
vulcaniche, alte sul mare, sono tutti e tre quasi completamente ricoperti da
una foresta tropicale assolutamente vergine, costituita da alberi secolari, e
infatti Ankazoberavina significa “albero dalle grandi foglie”, e in così poco
spazio è incredibile la concentrazione di piante, tra cui alberi di tamarindo, mango,
papaya, banane, palme del viaggiatore, e di fiori come numerose varietà
d’orchidea. Varie specie di uccelli trovano rifugio nel verde, tra cui una
famiglia di rarissime aquile di mare.
Una nutrita e docile famiglia di lemuri
considera l’uomo un simpatico compagno con cui dividere gli spazi.
Nei due
versanti est e ovest dell’isola più grande si aprono due spiagge di sabbia e
ciottoli, mentre un intero lato della più piccola isoletta di Antsoha, è occupato
da un’ incantevole duna di sabbia bianca corallina, bagnata da un mare
impalpabile e incastonata dal verde della foresta, che arriva quasi sull’acqua. Il ritmico
alternarsi delle maree, che in quest’area del Madagascar arriva all’incredibile
escursione di 4 metri nella stessa giornata, allarga e restringe
straordinariamente gli spazi emersi, scoprendo e ricoprendo lingue di sabbia e
rocce.
Il Resort è composto di solo otto bungalow in legno e materiali
locali, un r istorante con spazi comuni e le strutture essenziali, il tutto con
la formula del “villaggio ecologico” sotto il marchio Nature Sauvage, nel pieno
rispetto della natura, evitando ogni forma di inquinamento, ed evitando l’uso
di illuminazione elettrica nell’esterno dei bungalow, sostituita per gli
spostamenti notturni, da torce a mano, per non disorientare le tartarughe marine
che proprio a pochi metri, davanti la spiaggia del Resort, vanno a deporre le
uova. Ultimamente erano attivi ben 14 nidi. Tutta la zona marina che circonda
le isole fino a 500 metri, è area protetta e quindi interdetta alla pesca, e i risultati
in pochissimi anni sono stati davvero incoraggianti.
Il mare immediatamente
confinante con questi tre isolotti è ricchissimo di ogni specie di pesce di
barriera e di passo, ed in particolare nella spiaggia normalmente utilizzata
per lo sbarco, durante l’alta marea, in non più di un metro d’acqua, si può
effettuare lo snorkeling tra almeno due o tre grosse tartarughe che vengono a
brucare sul fondo. In tutta la zona, scegliendo il periodo giusto, si può
sperare di incontrare le megattere, da giugno a settembre, mentre da ottobre a
gennaio è facile l’incontro con squali balena e grosse mante.
Durante l'inverno australe (Luglio, Agosto e Settembre)
le megattere,
Megaptera novaeangliae,
giungono a centinaia dalle acque
del Polo Sud in Madagascar, dove nascono, si accoppiano e restano per svezzare
i piccoli prima di tornare nelle acque fredde. Si tratta di
cetacei lunghi
15-18 metri dotati di lunghe pinne pettorali, caratteristiche rispetto ad altre
specie, e un
carattere socievole che manifestano con
salti spetta
colari. Nel
nostro centro
organizziamo escursioni giornaliere di "whale
watching": usciamo in barca, avvistiamo e
avviciniamo i gruppi di balene,
in genere alcune femmine con i loro piccoli, senza disturbarli. Li sorpassiamo
e a 100 metri da loro fermiamo i motori. A questo punto ci vengono incontro
incuriosite, passandoci accanto e dandoci la possibilità di osservarle e
fotografarle da vicino. Con un po’ di fortuna, riusciamo anche ad
ascoltarne il
“canto”, con il quale comunicano a grande distanza, e ad immergerci con loro
per osservarle sott'acqua e fotografarle. Quando un gruppo si allontana,
ripartiamo a cercarne altri per avvicinarli e proseguire l’incanto...