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| Indonesia/intro Destinazione |
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Come
un filo di perle disteso sinuosamente in un mare di corallo, l'arcipelago
indonesiano di cui la capitale è Jakarta, si allunga con più
di 13.000 isole dal continente asiatico fino al confine con l'Oceano
Atlantico.
Tra esse l'isola di Sulawesi conosciuta anche come Celebes, dalla
forma accartocciata, si trova tra il Borneo e le Molucche. L'attuale
nome di Sulawesi sembra provenire da Sula (isole) e "besi"
(ferro), facendo riferimento ai giacimenti di ferro che si trovano
intorno al Lago di Matano, i più ricchi dell'intera area sud-orientale
dell'Asia. Protetta dalle montagne e colonizzata da una fitta jungla,
l'isola al suo interno ha assicurato alle primordiali popolazioni
che la hanno abitata un sicuro rifugio, tanto che alcune di esse sono
riuscite a mantenere i propri usi e costumi inalterati fino ai giorni
nostri.
Makassaresi, Bugis e cristiani del Minahasa sono i maggior gruppi
etnici, ma il più intressante è costituito dai sono
i cristiano-animisti Toraja che vivono sull'altipiano centrale, di
cui sono famose le cerimonie funebri che richiamano durante l'anno
schiere di turisti. Il paesaggio di Sulawesi è di una bellezza
unica, da togliere il fiato a qualsiasi viaggiatore. Ubicata in una
zona di transizione essa infatti raggruppa specie animali molto particolari,
alcuni di derivazione asiatica altri australiana. E' così che
si possono osservare maiali-cervo, dalle gambe lunghe e zanne ricurve
all'insù, bufali nani non più alti di un metro, marsupiali
ed alcuni primati tra cui il più piccolo al mondo alto solo
dieci centimetri che risponde al nome di "tarsio spettro",
ed il macaco nero. Anche la vegetazione è assai lussureggiante,
da non perdere per gli appassionati di botanica.
Con una superficie prossima ai 230.000 kmq, l'isola di Sulawesi è
suddivisa in quattro provincie: Sulawesi Sud, Sud-Est, Centrale e
Nord. Ed è proprio quest'ultima area, di cui Manado è
la capitale che si è affermata in questi ultimi anni tra le
destinazioni più ambite dai subacquei. Il territorio che circonda
Manado è denominato "minahasa", termine talvolta
indicato per designare l'intera penisola settentrionale. La zona offre
numerose escursioni terrestri per visitare laghi, vulcani, sorgenti
termali, vestigia di antiche civiltà ed il Parco Nazionale
di Tangkoko-Batuangus.
Contornata da innumerevoli risaie coltivate a terrazza nei territori
vulcanici, Manado rappresenta il punto di partenza per immergersi
tra i fondali dell'arcipelago delle Bunaken, cinque piccole isole
di origine vulcanica eletti nel 1992 Parco Nazionale Marino. Gli abitanti
di queste isole, circa duemila, traggono il loro reddito soprattutto
dalle coltivazioni di cocco e di alberi da frutta. L'arcipelago di
Bunaken rappresenta per i sub una delle meraviglie del mondo. Le insolite
forme e gli splendidi colori della scogliera corallina a picco catturano
l'attenzione di chi per la prima volta giunge in questi luoghi. Peculiarità
dei fondali di Bunaken è la biodiversità, ovvero le
differenti specie che si concentrano in un'unica area.
Oltre a ciò anche la morfologia è singolare, le pareti
infatti si perdono nel blu senza fine, seguendo un profilo particolarmente
ripido. Numerosi sono i punti di immersione (una trentina) distribuiti
tra le isole e sono raggiungibili in circa quaranta minuti di barca
da Manado. Il periodo per immergersi in questa zona dura praticamente
tutto l'anno in quanto essa è ben ridossata. Il periodo migliore,
comunque è tra aprile ed ottobre. La temperatura marina varia
tra i 27°C ed i 29°C e la visiblità nel mare è
valutata tra i 20 ed i 40 metri in funzione della stagione.
Sufficientemente costante invece è la temperatura esterna,
la quale si attesta durante i dodici mesi intorno ai 30°C. Bunaken,
Manado Tua, Montehage, Siladen e Nane sono i nomi delle cinque isolette
che quotidianamente si vanno ad esplorare, compiendo più immersioni
al giorno. Particolarmente cangianti cromaticamente e vari sono i
fondali che offrono a sub di provata esperienza e non di potersi tuffare
con una certa tranquillità nonostante la corrente talvolta
vigorosa. L'esplorazione subacquea porta a contatto con un vita di
barriera quanto mai attiva.
Numerosissime sono le specie ittiche che si incontrano tra pareti,
grotte e canyon. Gorgonie su cui si arrampicano una varietà
inconsueta di crinoidi, alcionari,spugne giganti, ascidie e corallo
nero, tappezzano ogni centimetro quadrato di parete. Tridacnie gigantesche
in cui una persona può essere ospitata comodamente, pesci napoleone,
grosse razze, tartarughe, squali pinna bianca e grigi e martello,
branchi di carangidi e barracuda fanno parte di una fauna di proporzioni
enormemente sviluppate, anche se in realtà l'arcipelago di
Bunaken esprime il meglio di se stesso attraverso il microcosmo che
vi si annida, soprattutto per i soggetti tipici della zona.
La sua fama difatti ha varcato i confini asiatici grazie soprattutto
alle specie rare per gli europei: Laticauda colubrina, un serpente
di mare estremamente velenoso ma fortunatamente dotato di una bocca
piccolissima che gli impedisce in genere il morso su soggetti più
grandi e che raggiunge la superficie ad intervalli per respirare,
oppure dell'Antennarius pictus che è simile ad una spugna,
o ancora al pesce sargasso oppure piccoli polpi colorati. Per non
parlare dei cromatismi dei nudibranchi, o del mimetismo di alcuni
cavallucci marini pigmei, fino a giungere a due importanti scoperte
avvenute di recente nel mare di Manado: si tratta di un esemplare
di pesce che si pensava estinto, il celacante Latimeria, e di un esemplare
di squalo di comprovata rarità: il megamouth shark conosciuto
anche come squalo dalla bocca enorme (Megachasma pelagios) assolutamente
inoffensivo perché si nutre di plancton.
Un vero paradiso subacqueo si può definire Bunaken per il fotografo
subacqueo dove inconsuete opportunità gli vengono offerte immersione
dopo immersione. Ma oltre all'arcipelago di Manado è anche
avvincente veleggiare tra l'arcipelago delle Isole Sangihe-Talaud
che sono dislocate a nord-est della penisola di Sulawesi. Fanno parte
di una catena di isole vulcaniche ricoperte da palme di cocco, alcune
delle quali alte fino a 1500 metri il cui commercio è basato
soprattutto sulla copra ed il chiodo di garofano.
Il mare che le cinge consente una visibilità ottima, esaltando,
peculiarità di questa crociera, le immersioni su vulcani sottomarini.
Pareti a picco vestite di coralli e spugne a canna d'organo giganti
e regolari incontri con squali martello oltre a quella più
occasionale con balene, fanno di questa crociera un'esperienza eccezionale.
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