|
|
| Equador/intro Destinazione |
|
Mille chilometri dividono l'arcipelago delle Galapagos, di cui il
capoluogo è Puerto Baquerizo Moreno, dalle coste dell'Equador.
L'arcipelago, che ha una superficie emersa di quasi ottomila kmq,
è composto complessivamente da cinque grandi isole (Isabela,
Santa Cruz, Fernandina, San Salvador, San Cristobal), otto isole più
piccole, una quarantina di isolotti e ventisei rocce.
Lo studio e la ricerca della loro origine innescò una notevole
diatriba tra gruppi di scienziati e geologi, in quanto questi ultimi
asserivano che le Galapagos erano i picchi di una antico continente
conosciuto come "Lemuria", scomparso negli abissi dell'oceano
a causa di un violentissimo terremoto. Gli scienziati invece sostenevano
che la loro origine era da attribuire ad attività vulcaniche,
iniziate dapprima sott'acqua e continuate poi in superficie saldando
strato su strato ogni emissione di magma.
E questa in effetti è la teoria attualmente è accettata
dalla maggior parte degli studiosi internazionali, scartando così
l'ipotesi sostenuta da geologi che volevano l'esistenza di un collegamento
sottomarino tra le isole e il continente americano. 
Di sicuro si sa che la piattaforma su cui poggia l'intero arcipelago
ha due differenti età geologiche: la più antica (oltre
un milione di anni) è quella che ha generato in seguito a eruzioni
subacquee le isole più alte; la più giovane (300.000
anni circa) invece è quella che ha dato vita alla maggior parte
delle isolette dell'arcipelago, come Espagnola.
Questa superficie infatti è costituita da lagune, crateri,
fumarole, tunnel di lava e piccoli coni vulcanici di cui in buona
parte attivi. Conosciute come le "isole incantate" o "isole
delle tartarughe" dai primi scopritori la paternità della
scoperta pare sia da attribuire a tale padre domenicano Tomas de Berlanga
mentre corrente l'anno 1535, in realtà già gli Incas
conoscevano la loro esistenza e raggiungevano l'arcipelago delle Galapagos
a bordo di imbarcazioni in legno di balsa a vela quadra. Successivamente
agli Incas ed al frate, l'arcipelago venne visitato da numerosi navigatori,
fino a divenire per un periodo di tempo il covo dei pirati inglesi
intenti a depredare le navi appartenenti alla flotta.
Ma la fama delle Galapagos cresceva di anno in anno a causa delle
note che gli studiosi naturalisti riportavano dopo ogni contatto con
l'arcipelago. Charles Darwin vi stazionò un mese la prima volta
che potè visitarle, rimanendo affascinato dalla bellezza naturale
del territorio tanto da definirlo in alcuni casi "ciclopico".
Fu proprio grazie alle osservazioni ed agli studi svolti nelle isole
delle Galapagos che Darwin pubblicò il suo libro "The
origin of the species by means of natural selection".
Fu però solo intorno agli anni sessanta che venne riconosciuta
l'importanza naturalistica delle Galapagos con l'istituzione del primo
Parco Nazionale, dopo essere state destinate a colonia penale e base
aeronavale americana. Vent'anni dopo l'UNESCO, eresse questo luogo
sperduto nell'oceano a "Patrimonio Naturale dell'Umanità",
riconoscendone vero valore scientifico e naturalistico. Sicuramente
una delle maggiori attrazioni delle Galapagos è il suo patrimonio
faunistico che, se pur in passato certamente non risparmiato dagli
attacchi dell'uomo, mantiene inalterate molte delle peculiarità
originarie. Il visitatore viene colpito dalla tranquillità
con cui gli animali si lasciano avvicinare e fotografare senza alcun
problema e dal fatto di trovare qui specie animali tipiche delle temperature
estreme dei poli che dividono gli stessi territori con altri animali
tipici delle zone tropicali. Accanto a iguane, serpenti, tartarughe
giganti, fenicotteri rosa (i famosi flamingo), si trovano infatti
pinguini, balene, otarie. Una peculiarità questa dovuta all'incrocio
di due correnti marine: quella fredda di Humbold proveniente dal sud
del Cile, e quella del Niño che pare trovare origine nella
Controcorrente Equatoriale.
La presenza delle due correnti incide moltissimo sul clima dell'arcipelago,
amministrativamente denominato Arcipelago di Colon, determinando durante
l'anno stagioni differenti. Il viaggio è effettuabile durante
tutto l'anno ed il periodo può essere scelto in funzione di
ciò che maggiormente si desidera vedere. Ad esempio il periodo
per gli squali martello va da settembre a dicembre. Comunque il periodo
più caldo va da dicembre a giugno. In questi mesi la temperatura
del mare in superficie varia dai 24 ai 28°C, mentre quella atmosferica
oscilla tra i 24 ed i 29°C con precipitazioni particolarmente
frequenti tra dicembre e aprile. Da giugno a novembre l'aria dell'arcipelago
si rinfresca, la temperatura marina si attesta tra 18 ed i 20°C.
e occasionalmente si incontra la tipica foschia detta "garua".
E' bene quindi portare con sè un abbigliamento che preveda
anche bruschi cambi di temperatura e qualche improvviso rovescio.
Per le immersioni consigliamo di utilizzare mute almeno da 5mm, poiché
se nella stagione più calda il mare subisce un riscaldamento
superficiale, in profondità l'acqua rimane comunque più
fresca. La limpidezza difetta in queste acque, e durante le immersioni
si possono incontrare improvvisamente correnti anche vigorose. Pur
trovandosi all'equatore il fondale manca totalmente di colore a differenza
di quanto si trova normalmente alle stesse latitudini.
L'ambiente sottomarino è monocromatico e la nuda roccia lavica
costituisce il paesaggio dominante. In queste acque si incontrano
i grossi predatori: a Darwin e Wolf si incontrano gli squali martello,
ed, in stagione, i balena, nel canale di Bolivar transitano i cetacei,
a Capo Douglas ci sono le iguane marine, tra i fondali di Champion
le otarie, oltre naturalmente ai pesci e rettili diffusi un po' ovunque
come squali delle Galapagos, tartarughe marine, carangidi, tonni,
cernie, aquile di mare, leoni marini, ecc.
Anche per gli appassionati di macrofotografia c'è qualche soggetto
interessante come ad esempio tipici cavallucci marini. Un'ora di aereo
divide le Galapagos da Quito, capitale dell'Equador, e da Guyaquil,
da dove partono i voli per San Cristobal, sull'isola omonima e per
le isole maggiori. Da qui ci sono due possibilità: soggiornare
in uno dei piccoli alberghi ed effettuare immersioni e visite quotidiane
nell'ambiente circostante o imbarcarsi per una crociera indimenticabile
che, tra vapori di zolfo e colate laviche capaci di far ribollire
il mare, consente di immergersi in uno dei luoghi più particolari
dell'intero pianeta. |
|
 |
|
|
|